I sogni

...Che ben vengano quei sogni capaci ancora di destare la nostra fantasia...

Il tempo di sognare, nostro malgrado, o per fortuna, ci appartiene inderogabilmente  e ci accompagna per sempre nella nostra vita, perché è tutta quella parte del nostro tempo che lotta contro la nostra ragione, capace di destare la nostra fantasia,  risvegliare i nostri ricordi e tempestare il cuore di momenti, pur se fugaci, sereni ed irrequieti che sanno  accarezzare o sferzare  la nostra anima. Saper risvegliare così dal torpore questa nostra vita frenetica che lascia ben poco spazio all’immaginazione e a tutto quello che esula dalla razionalità è sempre stata una prerogativa di una vita così, semplicemente vissuta. Quante volte ci capita di restare fermi a fissare un ricordo o un pensiero lontano dai nostri occhi ma galoppante nella nostra mente e poi ricordare particolari che pensavamo fossero secondari e invece ci accorgiamo che sono capaci di stuzzicare il cuore tanto da farlo fibrillare ma non certo patologicamente, e poi, senza farci più caso, sentirsi dire “quello sta sognando ad occhi aperti?” E che cosa sono allora i sogni? Di quella minima parte dei nostri sogni, che al risveglio ci restano impressi  e che  vorremmo vivere dal vivo se ci hanno lasciati di buon umore oppure cancellarli dalla nostra mente, se ci hanno perseguitato per tutta la notte non lasciandoci dormire, poi ci accorgiamo che in  un modo o nell’altro non ci riusciamo mai!  Ecco allora, in questa mia raccolta, appunto di  sogni ad occhi aperti , ho voluto raccontare quei momenti magici che la vita ci offre e che vorremmo non finissero mai oppure che finissero in un altro modo, sognando di essere in un posto tanto desiderato ma impossibile da raggiungere, e quindi ci inventiamo mezzi di trasporto assurdi ed improponibili per la  nostra ragione, sogniamo di aiutare qualcuno a noi caro e soddisfatti poi di esserci riusciti restiamo a complimentarci con noi stessi quando gli occhi si aprono per davvero, e che dire quando il sogno prende una piega piacevole e vorremmo caparbiamente  peccare d’amore  con una donna vista in tv o su un giornale che come un flash ha colpito gli occhi e poi, sveglio, contento lo racconti pure alla tua donna per ingelosirla e per consolarti sapendo che lei non ha tempo per questi tuoi sogni e per queste tue fantasie. Poi ci sono quei sogni impegnati, per una nobile causa, quei sogni che ti fanno eroe di lotte per il bene contro il male, perché lì, nei sogni, proprio il male e l’ingiustizia difficilmente prendono il sopravvento e se proprio ci succede di essere finiti in un tunnel senza via d’uscita,  allora sappiamo subito come uscirne,  staccando la spina, e aprendo gli occhi e contando i battiti nel nostro cuore che rimbalzano impazziti nella testa. Ecco quindi questi sogni prendere le sembianze di momenti vissuti o che vorremmo vivere in contesti di una storia immaginata della nostra vita, intrecciata con eventi realmente accaduti nella storia dei tempi magari immaginandoli un po’ ritoccati e ridipinti a nostro piacere e in contesti un po’ falsati o pittoreschi ma sempre lì, in mezzo a quei sogni, ci troveremo sempre donne e uomini, pur se miserabili, bugiardi, violenti o amanti, geniali ed infaticabili, che a modo loro alla fine avranno plasmato la storia e la vita di quel sogno. E l’unica realtà che poi riesce sempre a sopravvivere, appena apriamo gli occhi e ricominciamo a vivere in questo nostro tempo, è quella nostra eterna e imperscrutabile voglia di ricominciare, di combattere, di vincere e mai di perdere, di fantasticare, di sorridere , di giocare, la nostra voglia di sognare!          

Un grido di meraviglia

Dopo quella Grande Guerra che costò la vita a tanti amici sul fronte e che mi lasciò vivo solo per miracolo, decisi di rimanere a Roma, anche se i tumulti e la situazione non certamente rosea di quel periodo mi avrebbero magari spinto a ritornare nella mia cara  amata Puglia. Ma a Roma avevo modo di approfondire i miei studi di archeologia e fu proprio per questa mia ostinazione che conobbi il professor Mariani, direttore del Bollettino della Commissione archeologica comunale di Roma, ero entusiasta di poter lavorare insieme ad uno dei massimi esponenti di archeologia. Tanto mi valse imparare da lui  esperienze di scavo e catalogazione  di reperti archeologici che durante le ore libere... 

La voglia di riscossa

Le elezioni politiche dell’aprile 1924 si erano svolte sotto il segno della violenza con una legge elettorale che garantiva ai fascisti, con il 25% dei voti, il 75% dei seggi in Parlamento. Quei deputati erano solo una trentina nella precedente legislatura ora erano diventati trecentocinquanta. I nostri deputati dell’opposizione relegati solo ad una piccola ed  esigua minoranza. Io facevo parte della sezione del Partito Socialista in Piazza di Spagna e quando da noi veniva il segretario della nostra sezione, Giacomo Matteotti, ad esporci quegli appunti che avrebbe letto o a volte dopo aver esposto nella seduta programmata nel Parlamento, noi eravamo entusiasti di sentirlo e...

Tra vent'anni

Erano da poco passate le nove quando i miei figli passarono da casa dopo aver accompagnato il fratello romano all’aeroporto. Il terzo figlio, il più piccolo viveva a Roma ormai da diversi anni e ogni due o tre settimane ci veniva a trovare. Ci portava la porchetta romana e noi gli facevamo trovare pietanze a base di pesce che a lui piaceva tanto. Lone Wolf lo chiamavo perché se ne stava sempre solitario però era di una intelligenza unica, tutto suo padre! Erano stati giorni lieti in compagnia, tra i nipoti che tenevano viva la nostra vita e i nostri figli insieme come un tempo a scherzar tra di loro e ad abbracciarsi come quando erano bambini, è questo era già motivo di orgoglio per noi genitori nel vederli così affiatati, mai litigiosi e sempre pronti a prendere le difese l’uno dell’altro. Ecco perché poi, dopo averci per un po’ consolati per quel loro fratello che avevano accompagnato, e se ne tornarono alle loro case, noi restammo tanto soli senza quei figli la cui compagnia  teneva tanto uniti questa nostra famiglia e così sola e divisa quando andavano via. Sentì che la mia Ester aveva bisogno di conforto, anche se stavo lì sul divano a gustarmi un film., come spesso la sera dopo cena, e così spensi la tv e mi avvicinai a lei, seduta su quella poltrona... 

La guerra non la si fa, la si subisce!

Ero rimasto ormai solo dopo l’8 settembre del 43 quando la mia famiglia fu sterminata dai nazisti, ed io non potevo più restare lì a Borgo San Dalmazzo perché i tedeschi e i repubblichini facevano spesso dei rastrellamenti e portavano via tutti i giovani che trovavano, loro dicevano per arruolarli nell’esercito ma spesso li portavano in Germania e peggio ancora li fucilavano. E così me ne andai in montagna verso Demonte dove sapevo che c’erano i partigiani. C’era da combattere questi invasori e certo non avevo più nulla da perdere. Tra quei partigiani vestiti un po’ da montanari e un po’ con divise senza mostrine conobbi...

Vacanza sullo Zeppelin

Non era certo una novità, nell’Europa del 1933, vedere uno Zeppelin stagliarsi all’orizzonte, e con la sua mole fare ombra al sole. Un colosso che ormai aveva scritto le pagine più affascinanti dell’aviazione mondiale con le sue 15 tonnellate era capace di librarsi in volo con la facilità di una piuma, la massima dimostrazione di potenza, affidabilità e anche confort, in grado, allora, di solcare il cielo e le cui sorti parevano sempre più magnifiche e progressive. E così quel desiderio di una crociera per Roma...

Tranquility Base here. The Eagle has landed

Avevo saputo da pochi giorni che m’avevano promosso e spedito in terza media, quel 20 luglio del 1969, e negli ultimi giorni di scuola si parlava di una missione spaziale che da lì a poco avrebbe emozionato tutto il mondo, lo sbarco dell’uomo sulla Luna. A 12 anni certamente si era più coinvolti in giochi vari per le strade e non in estenuanti attese dinanzi ad uno schermo bianco e nero che non sempre mandava immagini nitide. Ma quella sera seguì passo dopo passo quella diretta in tv, mi ci ero appassionato perché  quel satellite bianco e luminoso m’aveva sempre affascinato e scoprire dettagli e persone che finalmente riuscivano a calpestare quel suolo per me valeva più di andare a letto a dormire. Avevo seguito la missione, nei servizi del telegiornale, fin dalla partenza quel 16 luglio quando un gigantesco razzo vettore di 100 metri e forse più s’alzò dal centro spaziale Kennedy in Florida, con a bordo i tre astronauti Armstrong, Collins e Aldrin, lasciando dietro di se una scia di fumo e fiamme, la missione dell’Apollo 11 era appena iniziata. Non si parlava d’altro nei telegiornali...  

Avventura sul Mont Blanc

Quando Paccard disse a Balmat che mi avrebbero portato con loro lassù su quella vetta che dominava Chamonix, io non sapevo se piangere  di contentezza  o  se  correre  subito a casa a preparare tutto l’equipaggiamento  e a dirlo a tutti nel mio paese. E così ci vedemmo il giorno dopo, prima di cominciare la salita, per salutare il Barone Von Gersdoff che  si propose di seguire la nostra avventura con un binocolo da su un poggio di Chamonix e di annotare tutto in un diario. Non stavo nella pelle, quella notte non riuscii a dormire. Il fatidico giorno arrivò e...

Ad El Alamein con mio padre

Ho comprato i biglietti per Alessandria, domani andiamo ad El Alamein, dissi tutto d’un botto a mio padre, appena arrivai a casa quel venerdì sera di qualche anno fa, lui mi guardò dapprima stupito poi, alla vista dei biglietti,  rimase meravigliato e, come notai dai suoi occhi lucidi, vidi che un po’ pure si commosse. Come t’è venuto? Furono le uniche parole che riuscì a tirar dalle labbra e poi non sapeva se abbracciarmi per la contentezza o chiudersi in un silenzio pensante, come era solito fare negli ultimi tempi, ed optò per la prima reazione e pur i miei occhi allora si bagnarono un  po’per averlo accontentato. Il giorno dopo...

California dreamin'

Ti sogno California e un giorno io verrò!  Tra i primi motivetti che ascoltavo alla radio nella mia adolescenza e che senz'altro ha avuto il pregio di conficcarsi nella mia testa perché oltre ad essere un bel motivetto, sapeva farmi sognare sulle ali di quelle parole e di quella sinfonia trasportandomi laggiù a seguire quel desiderio mai nascosto di visitare tutti quei posti della California, rimasti da sempre come un sogno quasi irrealizzabile. E così non mi feci sfuggire l’occasione, appena la fortuna si tolse la benda e mi regalò due biglietti proprio per la California, lo stato dell’oro e del sole. Il tempo di organizzare il viaggio e gli alberghi tramite un’agenzia e via subito per Roma dove al mattino presto partimmo verso lo scalo di Zurigo e poi di là nel pomeriggio verso Los Angeles dove giungemmo alle prime ore della sera...